Pubblicità Amazon 2019 – Un allarme per le PMI italiane

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E adesso Amazon fa finta che siano tutti felici. Una bella trovata pubblicitaria del colosso americano per spingere i piccoli e medi produttori italiani ad una sudditanza che ormai sappiamo quanto possa essere pericolosa per la vita stessa delle aziende.

In questo articolo di evoluzionecommerce voglio mettere in evidenza come il più grande ecommerce del mondo spinga gli imprenditori a mettersi a disposizione di Amazon stessa. Anche per fare concorrenza a chi l’ecommerce ce l’ha già di proprietà.

L’invito è mascherato ma c’è.

Andiamo per gradi. Ecco cosa dice lo spot pubblicitario che in questi giorni invade le radio e le televisioni italiane. Poi lo commentiamo.

Una giovane ragazza è felice perché ha ricevuto un regalo bellissimo: una bicicletta consegnata da Amazon direttamente a casa sua.

La felicità di questa cliente viene corredata con l’entusiasmo del fornitore che afferma: “Ce ne hanno ordinate altre quattro!”.

Poi la scena si sposta su una massaia che è soddisfatta della colatura che, come sempre, le viene recapitata a casa da Amazon. Anche qui la sua soddisfazione è corredata dalla immensa gioia dei produttori che affermano: “Ce ne hanno ordinate altre 10 casse!”.

A corredo di tutto ciò arriva la chiosa suadente del “narratore” che dice: “Lo sapevi che i prodotti in vendita su Amazon provengono dalle piccole-medie aziende italiane?”.

Questo sport è un capolavoro di neuromarketing, quindi faccio tre considerazioni.

  • La prima è che proprio non mi aspettavo che Amazon avesse il coraggio di identificarsi come l’ecommerce del Made in Italy. 
  • La seconda è che Amazon, ancora una volta, cerca di proporsi come il buon padre di famiglia, panacea di tutti i mali delle PMI.
  • La terza è che in questo spot Amazon copre le immense problematiche relative alle contraffazioni, alle false testimonianze e alle violazioni, di cui ho già parlato su un altro articolo di questo blog.

Secondo questa pubblicità sembrerebbe che è grazie ad Amazon che gli imprenditori italiani si comperano favolose ville con piscina, viaggiano in Porsche, trascorrono le vacanze nei migliori alberghi a cinque stelle.

Non scherziamo ed esaminiamo invece qual è la realtà.

Devo dirti (ma certamente lo hai capito) che questo spot non mi piace per diversi motivi. Come ho già detto altre volte sul blog di evoluzionecommerce Amazon sa fare bene il suo mestiere e lo fa in piena legalità. Niente da dire su questo punto.

Tuttavia il mestiere di Amazon non è quello di fare guadagnare le altre aziende, ma è quello di trarre il maggior profitto dal lavoro degli altri, minimizzando gli utili dei suoi fornitori. Amazon è un asso pigliatutto.

Il gioco che Amazon fa nello spot che ti ho appena riportato non è evidente a tutti, anzi cela una secondo fine che è quello primario di Amazon: fare incetta di piccole e medie aziende con la grande promessa di vendere tanto e subito. “Ho venduto una cassa di colatura e me ne hanno ordinate altre dieci”. “Ho venduto una bicicletta e me ne hanno ordinate altre quattro”.

Se fosse veramente così, chiunque potrebbe mettersi a vendere su Amazon e diventare ricco e felice. Purtroppo la realtà è un’altra ed è molto meno attraente di quanto non la si voglia fare sembrare.

Amazon lo sa bene ed è per questo che maschera l’invito alle aziende mettendo in primo piano una presunta felicità del consumatore.

Aprire un proprio negozio su Amazon non è nè difficile, nè molto costoso. Ci sono agenzie che, pur di incassare qualche soldo, si mettono a disposizione per questo genere di lavori.

Sanno di non fare l’interesse del loro cliente, ma per loro è poco importante. Basta avere staccato una fattura in più, avere incassato qualche soldo e sparire nel nulla.

Queste agenzie sono un po’ come i commercialisti. Li paghi tu ma lavorano per lo Stato. Idem dicasi per le agenzie che ti aprono i negozi su Amazon. Le paghi tu, ma lavorano per Amazon.

Ebbene, una volta che hai aperto il tuo bel negozio su Amazon che cosa pensi che possa succedere? Inizi a vendere? Ma neanche per sogno. Ci sono migliaia di prodotti uguali ai tuoi che sono presenti.

Cosa acquisterà il consumatore?

Prima di tutto acquisterà ciò che vede, quindi per farti notare più di un tuo concorrente Amazon ti chiede di pagare la pubblicità. Più paghi e più appari, meno paghi e più scompari.

Su Amazon non è come se tu avessi un tuo ecommerce. Nelle ricerche dei tuoi potenziali clienti non sei visibile 24 ore su 24. Sei visibile solo nella misura in cui paghi e fino a quando non si esaurisce il tuo budget nell’arco di una stessa giornata.

Ma cosa stai pagando? Stai mettendo soldi per valorizzare il tuo prodotto e il tuo brand? O stai pagando per rendere sempre più ricco l’ecommerce di Amazon?

È proprio così, stai pagando per valorizzare un negozio che si chiama Amazon e che, guarda caso, è anche il tuo più acerrimo competitor, perché al suo interno valorizza i tuoi concorrenti più remunerativi. Quelli che gli rendono più di te.

Peraltro Jeff Bezos non fa mistero di voler fare di Amazon l’unico ecommerce al mondo.

Ecco perché queste campagne pubblicitarie di Amazon devono mettere in allerta anche coloro che un ecommerce ce l’hanno già. Se non va ancora a gofie vele, meglio mettersi subito al fianco un consulente che cominci a implementare le vendite. Altrimenti soccomberà.

Amazon non è un ente di beneficenza che prende a cuore il tuo business. Di questo devi avere certezza.

Andiamo avanti.

Come è noto Amazon privilegia anche il miglior prezzo. Oggi esistono software che sono in grado di monitorare in tempo reale i prezzi dei prodotti concorrenti in vendita sul web.

Si tratta di software costosissimi, ma ben funzionanti. Chi se ne dota è dunque in grado di abbattere il prezzo dei suoi prodotti in vendita, in ogni momento della giornata, per vincere la concorrenza proprio sulla battaglia del prezzo.

È un gioco al massacro per abbattere le tue marginalità, pur massimizzando i tuoi costi.

Ci sono aziende, con le spalle molto forti, che pur di eliminare un concorrente sono disposte a vendere sottocosto fino a quando si sono conquistate il mercato.

Questo è il ginepraio nel quale ti vai a cacciare, seguendo gli entusiasmi recitati in quello spot.

Ma non è finita qui. Magari!

Per contratto Amazon può sospendere o chiudere il tuo account in qualsiasi momento a suo insindacabile giudizio. Dalla sera alla mattina potresti trovarti a zero vendite pur avendo già speso migliaia e migliaia di euro.

È successo più di una volta.

A questo punto la domanda è d’uopo. Vale la pena investire denaro per promuovere l’ecommerce di un altro (Amazon, appunto) che in qualsiasi momento la può fare da padrone in casa tua?

Puoi mai pensare di costruire un’attività duratura nelle condizioni che ti ho appena descritto?

Per me la risposta è una sola: no!. L’ecommerce deve essere di tua proprietà, senza tanti ripensamenti.

Se credi nelle potenzialità delle vendite online, difatti, è meglio investire per un ecommerce di tua proprietà, che cresca ed abbia successo nel tempo anche senza svenarsi in campagne di marketing.

È così che già hanno fatto tanti piccoli e medi imprenditori italiani. Veramente soddisfatti, aldilà di ogni trovata pubblicitaria.

Ora, per non costringerti a leggere fiumi di pagine, mi fermo qui, anche se su questo argomento ci sarebbe molto di più da dire e molti esempi concreti da descrivere.

Tu stesso puoi aggiungere qui sotto qualche tua esperienza diretta. La pubblicheremo.

Per questo, se vuoi ulteriori approfondimenti o informazioni, non esitare a scrivermi o a contattarmi attraverso il sito.

Ti risponderò io stesso nel più breve tempo possibile.

Buon lavoro e buone vendite online.
Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce

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Discussione

  1. Pino Macale ha detto:

    Se hai un tuo sito internet con ecommerce ti è fatto divieto di vendere a meno lo stesso prodotto che hai messo su Amazon, non puoi fare concorrenza ad Amazon. Ti cacciano via subito e non ti pagano niente dei conti in sospeso, dato che le vendite su Amazon saranno liquidate dopo 60 giorni, hanno un battaglione di avvocati che ti passa la voglia di chiedere i tuoi diritti.

    • Lorenzo ha detto:

      Grazie, Pino, della tua testimonianza. Spero che non sia successa la stessa cosa anche a te. Buon lavoro.

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