Piattaforma online gratis: ecco perché è una grande bugia

# 124

(Pubblicato il 3 maggio 2021)

In questo articolo, tra poco ti farò quattro calcoli per dimostrarti quanto hanno guadagnato certe piattaforme pseudo gratuite e quanto invece hanno fatto guadagnare a chi ha immaginato di potere vendere online gratis o quasi.

Scrivo questo post per quattro motivi:

  • Il primo per dimostrarti che sei hai scelto di stare alla larga da simili promesse, hai sicuramente fatto la scelta migliore.
  • Il secondo per dirti di evitare di rincorrere facili sogni di gloria, che poi ti costano in tempo e denaro senza portarti frutti tangibili.
  • Il terzo per ribadire che fai-da-te e professionalità sono due concetti profondamente diversi e non compatibili tra loro.
  • Il quarto per dimostrarti che per avere successo online sono necessarie le opportune competenze (tue o di chi ti affianca) e un budget di investimento (creazione dell’ecommerce e marketing)

Prima di tutto, come promesso, ti porto qualche numero su quanto guadagnano le piattaforme che ti promettono l’Eldorado spendendo nulla o quasi. Lo faccio perché vuol dire che se qualcuno guadagna, qualcun altro spende. Altro che gratis!

Ti prendo i dati di Shopify con cui non è affatto vero che vendi subito online, come è descritto nella slide che vedi qui sotto. Con Shopify ti crei un tuo ecommerce. Te lo fai tu e non un professionista. Quindi comincia a considerare che esiste una bella differenza.

È come scegliere autonomamente di curare con un’Aspirina una patologia per la quale, invece, un bravo medico ti prescriverebbe un rigoroso periodo sotto antibiotici. Non solo non guarisci, ma anche ti aggravi.

Ebbene, i numeri di Shopify ci dicono che nel mondo sono stati creati oltre 500.000 ecommerce grazie a questa piattaforma. Data di inizio: 2004.

Nell’arco di 16 anni Shopify ha prodotto transazioni per circa 40 miliardi di euro. Facciamo i conti: 

40.000.000.000 : 500.000 = 80.000 : 16 = 5.000/anno/singolo ecommerce

Questa è la media.

Ammesso e non concesso che la tariffa minima di Shopify sia sufficiente per creare un ecommerce “professionale”, 29 euro mensili, il costo annuo è di 348 euro. 

Per guadagnarne 5.000? Nossignore. Quanto a vendere, si tratta di ben altra storia. Una storia che ho già descritto in un altro articolo di questo blog.

Con un catalogo online non ci fai proprio nulla. Hai bisogno del marketing. Poco che sia il tuo budget a disposizione, se non vuoi gettare al vento il tuo denaro, devi ipotizzare un costo minimo di 1.000 euro mensili.

Anche se tu ne volessi spendere solo 500, cosa che ti sconsiglio (se mancano i soldi, meglio spenderli per una vacanza), avresti un costo pubblicitario di 6.000 euro annui, oltre ai 348 iniziali.

La media dei tuoi fatturati sarà invece di 5.000 euro. Sei già in perdita solo sui ricavi. Figurati se fai il calcolo delle perdite sulle marginalità di ciò che vendi.

Sempre restando sul calcolo dei costi minimi, prova un po’ a fare questa moltiplicazione:

348 x 500.000 = 174.000.000

Questo è quello che avrebbe fatturato Shopify dal 2004 ad oggi. E, invece, non è così. Nell’ultimo anno (un solo anno!) gli incassi di questa piattaforma hanno superato i 505,2 milioni di dollari.

C’è da domandarsi come mai questa sproporzione. La risposta è chiara e risiede nei piani tariffari. A 29 euro al mese comprano i sognatori, a 79 euro al mese comprano i diffidenti, a 299 euro al mese comprano le agenzie che poi rivendono a prezzi iperbolici.

Il tutto per avere in mano una piattaforma non tua, che richiede sempre maggiori investimenti (aggiornamenti, plugin, nuove funzionalità), oltre al replicarsi della spesa mensile/annua di adesione e delle commissioni sulle transazioni.

Non è una scelta intelligente.

Purtroppo c’è una regola del commercio che è rigorosa anche per chi vuole vendere online: i soldi chiamano soldi. Senza liquidità da investire, meglio stare alla larga da qualsiasi progetto imprenditoriale.

E su questa strada non troverai mai professionisti seri disposti ad affiancarti. Qualsiasi sia il prodotto che vendi.

Come ho più volte scritto, ricorrere a mezzucci nella speranza che avvengano i miracoli, corrisponde ad una inevitabile perdita di tempo e di denaro.

Se vuoi fare l’imprenditore, anche online, devi investire. Altrimenti ci sono tante altre attività in cui puoi essere un numero uno.

Il che non significa andare allo sbaraglio. Un bravo imprenditore sa ben valutare la diversità di competenze e di serietà alle quali affidarsi.

È anche ben consapevole che lui stesso dovrà acquisire nel tempo quelle stesse competenze, che lo porteranno ad essere in grado di decidere autonomamente sulle strategie imprenditoriali da intraprendere nel suo percorso di crescita.

Insieme all’affiancamento con professionisti, ci vuole formazione.

Per concludere ti porto altri due esempi di pubblicità, sui quali ti chiedo di riflettere ancora un pochino.

A parte la curiosità di comprendere come possa definirsi professionale un sito fai-da-te realizzato in tre minuti (… ma di quale professione stiamo parlando?…), lascio a te, alla tua esperienza e alla tua saggezza ogni conclusione in merito.

Chi vende sogni, guadagna sui sogni a scapito di chi sogna. Perché quando ti svegli al mattino, purtroppo, ci si deve confrontare con quella realtà che impone di essere concreti.

A questo punto spero di avere raggiunto lo scopo di chiarire quelle quattro premesse con cui avevo iniziato questo articolo. Non credo che restino dubbi.

Riempire il web di ecommerce che funzionano male (non voglio definirli “spazzatura”) crea danni anche a quelle imprese che si propongono con ecommerce realizzati a regola d’arte, perché crea sfiducia nei consumatori.

Tuttavia, se vogliamo discuterne ancora un po’, puoi lasciare qui sotto un tuo commento e ti risponderò. Lo farò volentieri. Oppure puoi contattarmi con una email o inviare un whatsapp al numero 331 811 8840.

Troveremo il modo di ragionarne insieme.

Per il momento ti auguro buon lavoro e buone vendite online.
Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce

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