Il recupero dei carrelli abbandonati e dei visitatori che fuggono dal sito

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Immagina di essere il titolare di un negozio su una grande strada. Molte persone entrano e si aggirano tra gli scaffali. Tu sei già pronto alla cassa. E invece queste escono senza acquistare. Se ne vanno e basta. Deprimente, no?

Ebbene sul web ci sono gli strumenti per ovviare a questa situazione.

Se sei il titolare di un ecommerce o di un semplice sito web, ogni santo giorno accade la stessa cosa. Te ne accorgi solo se tieni sotto controllo i dati che Google ti passa, ma che non sempre sei in grado di analizzare nella loro totalità e completezza.

In questi casi parliamo di visite che non si convertono in una azione profittevole per i titolari di ecommerce e di siti. Il visitatore entra ed esce dalle tue pagine online senza alcun profitto per te.

Nel caso degli ecommerce la situazione diventa ancora più grave e paradossale, quando il cliente mette la merce sul carrello, ma poi lo abbandona prima di pagare.

L’esperienza quotidiana di evoluzionecommerce (un’esperienza che risale fino dagli Anni 90) ci insegna che spesso gli imprenditori si disperano per una miriade di accessi che non convertono e di carrelli abbandonati.

Spesso non sanno che quei clienti possono essere recuperati.

Molti di loro si scagliano contro la web agency che ha costruito le pagine online, sostenendo di essere stati mal consigliati sul tipo di piattaforma utilizzata. Addebitano il loro insuccesso alla piattaforma.

Può anche darsi che il sistema usato non sia il più adatto, ma la vera colpa della web agency è stata quella di avere fatto credere all’imprenditore che le vendite di un ecommerce o il successo di un sito risieda nella tecnologia.

Al contrario, il segreto per avere clienti che producano azioni profittevoli si chiama “strategia commerciale”. La scelta della piattaforma è solo conseguente.

Soprattutto nel settore degli ecommerce, il successo non ha nulla a che spartire con Prestashop, Magento a Woocommerce. Quelli sono sollazzi di chi ha l’interesse di vendere soluzioni informatiche.

Oggi, avere un sito che ti porta clienti o un ecommerce che vende quello che proponi al pubblico (b2c) o alle aziende (b2b) non è legato al layout grafico, ma alle impostazioni di marketing che precedono la realizzazione del sito stesso e che lo seguono nel corso del suo sviluppo nel tempo.

Certo, il minimo che si possa chiedere è che il tutto sia bello da vedere e facile da fruire. Tuttavia è l’impostazione di attacco al mercato ciò che conta.

Ogni prodotto ha il suo mercato. Ogni mercato ha la sua tipologia di clienti. Quindi, le pagine online non possono parlare a tutti nella stessa maniera.

Se non si segue questa logica, il numero di visitatori che non producono benefit sarà sempre molto consistente e determinante nell’economia di un’azienda.

Tuttavia, anche in questo caso il web ti mette a disposizione gli strumenti per recuperare i clienti fuggitivi e i carrelli abbandonati. Bisogna conoscerli e saperli usare.

Per misurare l’importanza di questa operazione, che dovresti affidare a un consulente capace di farti recuperare molto denaro, ti invito ad esaminare la tabella che segue.

ordini ecommerce

Si tratta di un report di Analytics su un ecommerce di un nostro cliente che nel mese di luglio ha fatturato 121.287,55 euro.

Diciamo subito che Google considera “conversioni” un’azione che il visitatore fa verso il sito. Può essere un acquisto come una semplice email. Il valore della conversione è invece il denaro che ne deriva.

In questo caso specifico questo ecommerce ha prodotto 1.631 conversioni, di cui 779 sono stati ordini per un totale di 121.287,55 euro.

Come puoi notare dal grafico, soltanto 582 ordini sono andati a buon fine il primo giorno, cioè la prima volta che il visitatore è entrato sul sito. Il loro valore complessivo è stato di euro 88.484,70.

I rimanenti 197 ordini sono stati realizzati dal secondo al trentesimo giorno. Il valore di questi ordini residui è pari a Euro 32.802,85.

Ecco quello che ci insegna questa tabella.

Abbiamo un numero elevato di clienti che sono entrati nell’ecommerce ma che non hanno comprato al loro primo approccio. Quantomeno non sono passati per la cassa.

La maggior parte degli ecommerce li abbandona per strada. 

Al contrario, con un monitoraggio specifico e con le azioni che abbiamo messo in campo, abbiamo recuperato oltre 30.000 euro di fatturato che, in caso contrario, avremmo regalato alla concorrenza.

La stessa cosa succede per i siti che non vendono direttamente online. In questo caso non parliamo di recupero di carrelli abbandonati, ma di clienti in fuga. Quello che conta è non perderli per la strada.

Le azioni da mettere in campo per questo tipo di attività sono molteplici. Come ti ho detto prima, per ogni tipologia di sito o di prodotto va studiata la strategia più appropriata.

Per oggi è tutto, ma capisco che vorrai conoscere ciò che è più utile anche per il tuo sito o ecommerce.

Per questo ti invito ad aggiungere qui sotto una tua osservazione, che pubblicheremo e alla quale risponderemo. Oppure contatta evoluzionecommerce inviandoci una email o dalla form del sito.

Cercherò di risponderti io stesso. A presto.

Buon lavoro e buone vendite.
Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce

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