I prodotti contraffatti su Amazon, le false testimonianze, le violazioni

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Il problema generale dell’affidabilità degli ecommerce si rivela oggi un grosso vantaggio per le imprese italiane che si rendono autonome nelle vendite online.

Difatti, le problematiche che si riscontrano su Amazon e che sto per descrivere sono un monito per chi acquista dai negozi generalisti. Molto meno per chi acquista direttamente da aziende o professionisti di settore.

Questo è il vero elemento differenziante che spinge le vendite degli ecommerce aziendali, rispetto ai grandi mall virtuali.

Iniziamo dai problemi che si riscontrano su Amazon e contro cui il colosso delle vendite online è impegnato a combattere ormai da troppo tempo.


i prodotti contraffatti

Come mostra il titolo dell’articolo pubblicato su Ilfattoquotidiano, una recente indagine di SkyTG24 ha dimostrato come una borsa venduta su Amazon con il marchio Louis Vuitton fosse in realtà taroccata.

Su certi prodotti Amazon avvisa il consumatore che si tratta di vendite conto terzi. Tuttavia non si esime dal presentarle sulle sue pagine con tanto di brand che si presume debba essere originale. E spesso non lo è.

Di questo genere di contraffazioni ne esistono a migliaia, tanto che Amazon stessa ha messo in moto un sistema che consente ai distributori di precluderne la vendita motu proprio, come attesta anche il titolo dell’articolo pubblicato da Ilsole24ore.

Il difetto è fisiologico. Amazon fattura 136 miliardi di dollari all’anno ad una media di 750.000 vendite al giorno. Controllare tutto diventa quasi impossibile.

Quindi, quello del controllo sulla affidabilità delle vendite è un punto debole dei grandi mall online a vantaggio delle PMI che aprono un proprio ecommerce e che, proprio perché le loro dimensioni sono ridotte, possono rassicurare il consumatore sulla bontà dei prodotti e servizi offerti.

Chi vende è facilmente rintracciabile e ci si può mettere in diretto contatto con lui.

Come ho detto poco fa, l’assistenza non può essere demandata a regole scritte. Le regole devono esistere, ma devono essere una direttiva che i venditori si danno per offrire la massima trasparenza a chi acquista.

Purtroppo, al contrario, i grandi negozi generalisti scrivono le regole per fornire il massimo delle informazioni possibili. La loro assistenza si limita nel farle rispettare da entrambe le parti.

Si comprende bene, dunque, che se un acquirente ha bisogno di aiuto, diventa asettico trovare come interlocutore un codice scritto, piuttosto che una persona disponibile e cordiale.

A volte le risposte di assistenza sono contenute nelle cosiddette FAQ (Frequently Asked Questions) e spesso non soddisfano chi le consulta.

Ecco perché sono ormai molti i consumatori che per i loro acquisti online si rivolgono a negozi verticali, specializzati e non a quelli largamente generalisti.

Sa più di contatto umano.

Ovviamente è necessario che gli ecommerce vengano configurati tenendo conto di questa esigenza primaria del cliente finale, con il grande vantaggio di poterne allungare il lifetime in modo che reiteri più e più volte i suoi acquisti.

Su questo punto ho già più volte parlato delle figura del consulente. Difatti non è assolutamente importante quanto costa un ecommerce (se si tengono i conti sotto controllo), ma come lo si costruisce.


le false testimonianze

Una recente indagine dell’organizzazione britannica per la difesa dei consumatori, Which?, riporta che su Amazon molte delle testimonianze sulla qualità dei prodotti e sul grado di soddisfazione degli acquirenti sono false.

L’indagine si basa sul fatto che per diversi prodotti, soprattutto nel settore tecnologico, le testimonianze sono state redatte tutte lo stesso giorno o per un brevissimo periodo di tempo.

Peraltro, benché molti prodotti presentino un indice di gradimento a cinque stelle, il loro brand risulta essere del tutto sconosciuto nello specifico settore di vendita.

Amazon replica alle accuse, affermando che sta mettendo in atto diverse risorse finanziarie per combattere il sistema delle false testimonianze (fake review), tuttavia resta il grave sospetto che molti acquirenti possano restare ingannati dai falsi giudizi positivi su ciò che stanno acquistando.

Anche questo problema gioca a favore di chi vende online con un ecommerce proprio.

Ti faccio il nostro esempio.

Come sai evoluzionecommerce è un prodotto di YOUON. Sul nostro sito, alla voce Opinioni, trovi le testimonianze di alcuni nostri clienti.

Sono vere? Sono False?

Ci sono molte strade per confermarne la veridicità e ogni imprenditore può scegliere quella a lui più congeniale.

Noi abbiamo scelto quella di pubblicare nome e cognome di chi rilascia la testimonianza. Pubblichiamo la fotografia della persona e il sito internet di riferimento, in modo che chiunque possa verificarne la veridicità.

Esistono anche software internazionali che procedono alla verifica delle testimonianze e ne rilasciano un certificato di autenticità.

Le testimonianze sul valore di un prodotto o di un servizio sono molto importanti. La brand reputation si costruisce anche con la riprova sociale, elemento fondamentale per l’affidabilità di una vendita.

La fiducia tra venditore e acquirente, dunque, si sviluppa in modo più semplice quando è impostata sui rapporti personali. In un ecommerce di proprietà ciò è possibile, contrariamente a quanto avviene su Amazon o su altri ecommerce generalisti.

È così che molti consumatori stanno defluendo dai grandi mall verso realtà più contenute.


le violazioni

Quello delle violazioni è un pericolo che più volte ho richiamato su questo blog.

Come scrive QuiFinanza nella sua edizione online, molti imprenditori si sono visti chiudere improvvisamente il loro account su Amazon. Dalla sera alla mattina, è stato per tutti molto scioccante.


Questa è una pratica della quale Amazon si prende il diritto nel momento in cui stipula un accordo commerciale con il fornitore che viene ospitato sulle sue pagine.

Come si legge nell’articolo, sono molti coloro che si ribellano a questa presa di posizione, perché i provvedimenti di Amazon spesso si basano su “presunte” violazioni. Non si tratta solo di violazioni sulla privacy, come riporta QuiFinanza, ma anche per tante altre motivazioni.

Se Amazon teme una violazione, prima ti esclude dai suoi servizi, poi verifica e semmai ti riabilita. Lo fa più nel rispetto di chi compera e meno di chi vende.

E intanto tu sei passato da “enne” vendite a zero vendite, senza neppure conoscerne i reali motivi.

Nel rispetto delle Leggi ogni imprenditore che gestisce un proprio negozio online è padrone di darsi le proprie regole, con particolare attenzione al consumatore ma anche alla propria attività.

Chi è proprietario di un ecommerce è padrone in casa propria e non suddito in casa di altri.

Per questo l’ecommerce di proprietà rappresenta un’ancora di salvataggio verso eventuali attacchi esterni.

Un ecommerce di proprietà è anche un’ancora di salvataggio rispetto a un mercato che cambia. Ma di questo parleremo nel prossimo articolo di evoluzionecommerce.

Per il momento mi fermo qui.

Nel frattempo, se vuoi, puoi lasciare qui sotto un tuo commento o raccontare una tua esperienza con Amazon.

In ogni caso, sai che chi legge questo articolo di evoluzionecommerce può richiederci un contatto per dirimere ulteriori dubbi o confrontarsi sul proprio progetto di vendita online.

Una eventuale prima consulenza sarà per te assolutamente gratuita.

Sfrutta questa opportunità quando vuoi mettendoti in contatto con evoluzionecommerce.

Oppure inviaci un’email. Se potrò ti risponderò volentieri io stesso.

A presto. Buon lavoro e buone vendite online.
Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce


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