Google ADS funziona? Dipende solo da te

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Sarò molto breve in questo post, con il quale vorrei “salvarti” da inutili investimenti in campagne che ti portano visitatori, ma che non convertono in ordini.

Purtroppo in molti pensano (e purtroppo ci sono molte web agency che lo affermano anche) che Google sia la panacea di tutti i mali: “Se un ecommerce non vende, basta fare un po’ di pubblicità e fioccano gli ordini”.

Magari fosse così. Noi stessi non dovremmo lavorare per diversi mesi in affiancamento ai nostri clienti per fare ottenere risultati concreti in termini di vendite e di importanti nuovi utili aziendali.

Google non è un bottone magico. Google, per quanto riguarda gli ecommerce, ha tre funzioni:

  1. Evidenziare la presenza di un negozio online, in risposta ad una ricerca specifica da parte di chi naviga.
  2. Esporre gli annunci sponsorizzati sulle Serp (sono le pagine che appaiono a seguito di una ricerca).
  3. Esporre i prodotti sponsorizzati sul suo canale shopping.

FUNZIONE 1. È un risultato che si ottiene nel tempo, grazie a una meticolosa attività SEO (Search Engine Optimization) che va costruita sia attraverso i contenuti presenti sull’ecommerce (immagini e testi), sia attraverso apposite scritture interne.

In sostanza si tratta di sensibilizzare lo spider di Google, che più volte al giorno visita e analizza anche le pagine del tuo ecommerce, affinché comprenda che se un visitatore entra nelle tue pagine, indirizzato da Google stesso, non ne rimane deluso.

Esistono tecniche che consentono al tuo ecommerce di dialogare con Google, dandogli questo genere di informazioni.

Difatti, Google tiene soprattutto alla sua autorevolezza, quindi premia soltanto quei siti che soddisfano appieno chi li visita su indicazione del motore di ricerca.

Google vuole essere affidabile per la sua utenza e quindi indicizza più volentieri quelle pagine che mostrano di rispondere ai desideri di chi naviga.

Se questo non avviene per il tuo ecommerce, certamente non è colpa di Google, ma delle strategie che tu hai scelto (o chi per te) per posizionarti.

Purtroppo si vedono ancora siti costruiti con tecnologie obsolete, ad esempio in flash, che Google non riconosce più. Per il motore di ricerca quei siti è come se non esistessero.

È necessaria una pianificazione seria e una costruzione adeguata del tuo ecommerce, che certo non puoi “inventarti” da solo.

FUNZIONE 2. Essere presenti sulle pagine di ricerca con un proprio annuncio sponsorizzato non è assolutamente difficile. Anzi, è automatico. Tu metti a disposizione un budget giornaliero e, finché quel budget non viene esaurito, il tuo annuncio resta visibile.

Che cosa significa esaurire il budget? È presto detto. Per ogni click sul tuo annuncio, Google detrae un tot (pay per click) da quanto tu gli hai detto che vuoi spendere. 

Per essere ancora più concreto con un esempio banale, se metti a disposizione 10 euro al giorno e il click ti costa 1 euro, dopo 10 click non sarai più visibile. Alla scadenza delle 24 ore, ricominci daccapo.

Questo è il meccanismo che, proprio perché è molto semplice, è il più rischioso per le tue tasche. Vediamo come funziona.

Facciamo un altro esempio e mettiamo che tu produca scarpe e che le voglia vendere ai negozi, piuttosto che al consumatore finale.

Per la vendita di scarpe Google ti offre una miriade di chiavi di ricerca. Si parte da quelle più utilizzate, fino ad arrivare a quelle di nicchia.

Ovviamente, se anche tu vuoi farti trovare con le chiavi di ricerca più utilizzate, devi sapere che i click che proiettano il visitatore dal tuo annuncio fino al tuo ecommerce ti costeranno una bella cifra.

Difatti, se tutti i tuoi concorrenti usano la stessa parola chiave per farsi trovare, è evidente che Google alza il prezzo. È il concetto base del rapporto tra domanda e offerta.

In questo modo il tuo budget giornaliero si brucerà molto in fretta e, probabilmente, non otterrai grandi risultati con le vendite.

Sempre su questo punto c’è da fare un’altra considerazione. Forse la parola chiave che hai scelto è utilizzata più dal consumatore finale, che non dai rivenditori di scarpe.

Se così è, tu avrai pagato i click per le visite che avrai ricevuto sul tuo ecommerce, ma saranno visite non in target con il cliente al quale tu vuoi vendere i tuoi prodotti. 

Tanti soldi spesi e zero vendite.

Una seconda considerazione, dunque, deve essere fatta anche sulla profilazione del cliente al quale tu vuoi rivolgerti, per poi lavorare su parole chiave finalizzate alle vendite per quella tipologia di clientela. 

Difatti, portare tante visite al sito grazie alle campagne che fai su Google, non significa necessariamente produrre tante vendite.

La profilazione del cliente e la conseguente scelta delle parole chiave è una attività strategica raffinata ma essenziale per non investire denaro in campagne di marketing senza successo.

Anche questa fase non te la puoi “inventare” da solo. È molto più complessa di quanto possa sembrare ed è quella che fa la differenza tra un ecommerce che vende ed uno che resta al palo.

FUNZIONE 3. Uno dei canali che Google mette a tua disposizione per vendere è il canale shopping.

Per accedere a questa funzione pubblicitaria, è necessario sincronizzare il tuo catalogo a Google, tramite la sua piattaforma Merchant Center.

Anche in questo caso è necessario predisporre un budget giornaliero, che farà apparire i tuoi prodotti sulle pagine di ricerca, fino al suo esaurimento.

Google Shopping è molto più che un semplice annuncio di marketing, in quanto non si limita a pubblicare un testo pubblicitario, ma fa apparire anche la foto del prodotto, il nome, il prezzo, l’ecommerce di provenienza e molto altro.

Facendo click, si atterra direttamente sulla scheda-prodotto, dunque pronti per procedere all’acquisto.

In questo caso, il tuo annuncio apparirà con l’immagine e il costo del prodotto che stai sponsorizzando e il click, che tu paghi, porterà direttamente alla fase di vendita.

Il vantaggio è che Google Shopping non lavora su chiavi di ricerca, ma sulla tipologia del prodotto. Lo svantaggio è invece che questo sistema funge anche da comparatore prezzi, dunque insieme al tuo prodotto potrebbe farne apparire anche altri dello stesso tipo.

Per questo è necessario un attento controllo di ciò che avviene sul motore di ricerca, adeguando le proprie strategie di attacco al mercato. Altrimenti si rischia di accorgersi ben presto di avere speso di più di quanto non si sia guadagnato con le vendite.

Come sopra, non puoi svolgere questa attività da solo, ma dovrai farti affiancare da chi ti impedirà un bagno finanziario.

Per concludere. Google non è un ente di beneficenza che corre in aiuto alle aziende in difficoltà. Google è uno strumento molto valido per farsi conoscere, per trovare nuovi clienti e per vendere.

Google funziona bene in questo senso soltanto se lo dai usare e non lo consideri con un giochino con cui tutti si possono divertire.

Google rende perché costa, quindi i soldi su Google vanno spesi consapevolmente. Farlo funzionare bene dipende da te ma, soprattutto, da chi ti affianca perché il tuo ecommerce abbia successo.

Come sempre, anche con questo articolo di oggi spero di averti dato delle informazioni utili. Forse alcune le conoscevi già, ma un ripasso non fa mai male.

In ogni caso, se stai pensando di aprire un tuo ecommerce oppure se ne hai già uno che non produce gli ordini che vorresti ricevere, chiamami pure al numero di cortesia 331 811 8840, oppure scrivimi per fissare una call.

Ci prenderemo tutto il tempo necessario. Un confronto non costa nulla, ma può aprire nuove strade alla tua attività e alle tue vendite online.

A Presto e buon lavoro.
Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce

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