Commercio online e offline: l’uno fa crescere l’altro

# 122

(pubblicato il 19 aprile 2021)

Uno degli istituti statistici di maggior prestigio al mondo, la Oliver Wyman Company che è presente anche in Italia, ha pubblicato uno studio molto interessante su come l’avvento degli ecommerce possa incrementare fortemente le vendite e i fatturati anche delle vendite offline.

Difatti, come si afferma nel trattato, i commercianti al dettaglio e i piccoli produttori che si sono dotati anche di un negozio online, in Italia, nel 2020 hanno aumentato le loro vendite di tipo tradizionale (offline) per oltre 3 miliardi di euro, rispetto al 2019

I risultati dell’indagine di Oliver Wyman sono stati recentemente ripresi anche in un articolo del giornale delle Camere di Commercio.

C’è però un problema in Italia, che è causato dalla lentezza decisionale delle piccole imprese e dei commercianti. La tendenza è di stare fermi a guardare che cosa fanno gli altri.

Mentre in numerosi Paesi Europei, fra cui Germania e Spagna, circa il 52% dei negozi tradizionali si è attrezzato con un proprio ecommerce, qui da noi il retail si è organizzato anche online soltanto per un 10%.

Peraltro molti commercianti tendono a realizzare progetti fai-da-te, pensando di risparmiare, ma poi trovano insormontabili ostacoli a fare decollare le vendite.

Il nostro è un Paese dove il “nuovo che avanza” viene visto sempre con sospetto. Si attende che esploda, poi lo si rincorre quando è ormai troppo tardi.

Tuttavia, per essere più concreto, voglio evidenziare due aspetti che impongono di dotarsi di un ecommerce proprio a chi commercia offline.

Il primo punto sono le previsioni di un mercato che ormai è orientato ad essere consultato online, sia nel b2c che nel b2b.

Chi acquista, si informa su internet e spesso compra dal divano di casa sua, poi va a ritirare la merce nel punto fisico di consegna.

È il popolo dei cosiddetti millennials, che oggi comprende fasce di età sempre più vaste, dagli adolescenti agli ultra sessantenni. Uomini e donne. 

Non è la data di nascita che conta, ma sono le abitudini del nuovo millennio. Nel primo trimestre 2021 si è registrato un ulteriore incremento delle vendite tramite ecommerce pari al 78% rispetto al 2020.

A questo proposito voglio fare riferimento ad un servizio messo in onda da LA7, nella rubrica quotidiana Otto E Mezzo, condotta dalla giornalista Lilli Gruber (ti chiedo scusa per i due inserimenti pubblicitari, che non sono voluti da noi).

I dati di crescita riportati in questo video sono significativi. Nessuno pensi che, finita la pandemia, tutto torni come prima. Chi resta fuori adesso dalle vendite online, perde un treno su cui sarà difficile risalire, perché i vagoni saranno tutti occupati da chi è stato più attento e tempestivo.

Su internet anche le piccole aziende possono diventare leader nel proprio settore, ma bisogna esserci prima e meglio degli altri.

Dunque, il primo punto che voglio sottolineare è proprio questo: il processo che vede incrementare gli acquisti online è inarrestabile e non è retroversibile.

Detto ciò, la riflessione che viene spontanea è: chiunque voglia vendere qualcosa, deve avere un proprio ecommerce.

Il secondo punto è invece quello relativo alla qualità di una vendita. Il sistema tradizionale, quindi l’offline, è indubbiamente più convincente e creativo del sistema online.

Il contatto umano e con le cose non è replicabile sul web, benché esistano strumenti che molto si avvicinano per coinvolgere emotivamente l’utente finale.

Diversamente dal contatto offline, su internet non ti posso offrire un caffè, mentre tu compri. Non ti posso raccontare una barzelletta, fare un complimento o donarti un sorriso. Non c’è dialogo.

Quindi, si tratta di due sistemi diversi. Ma quale dei due è vincente?

Prima di rispondere a questa domanda, voglio mostrarti un altro articolo pubblicato nei giorni scorsi da ICTBusiness. Eccolo.

Proprio come recita questo titolo, si va avanti insieme, offline e online, e vince chi è capace di integrare i due sistemi, cioè chi non decide di fare una scelta per l’uno o per l’altro. Vince chi si rimbocca le maniche e capisce che d’ora in poi i suoi mercati sono due, differenti ma compatibili.

Bisogna farsi accompagnare nel percorso di integrazione. Altrimenti non è possibile mettere in atto gli strumenti per ottenere questo risultato, che è enorme perché cambia la vita delle vendite.

Chi ha lavorato sempre offline non li può conoscere. E, probabilmente, non ne capisce neppure l’utilità, perché non ha mai fatto parte del suo mestiere.

Oggi esistono strategie che, partendo dall’online, aiutano il negozio tradizionale a vendere offline. Quantomeno ad avere un contatto fisico in più con il proprio cliente.

Sono strategie che sono utili anche al consumatore finale, che non sempre è disposto a restare in casa in attesa di un corriere che gli consegni quanto ha acquistato online.

La stessa Amazon si sta organizzando sul territorio con propri box di ritiro-pacco. E quale box è migliore del tuo stesso negozio o della tua stessa azienda?

Vi sono poi molte altre soluzioni, che per brevità non ti descrivo, ma di cui potremo parlare più approfonditamente di persona.

Per concludere. Per ogni tipo di retailer il passo verso l’online è indispensabile e decisivo. Tuttavia non è indirizzato a sostituire le vendite offline, ma ad integrarsi con esse, aumentandone considerevolmente i fatturati.

Parliamone insieme, quando vuoi. Eventualmente anche via whatsapp al numero di cortesia 331 811 8840.

A presto e buone vendite offline e online.
Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce

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