Amazon business irrompe nel Coronavirus

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Devo essere subito chiaro. Non voglio assolutamente dire che l’epidemia in atto in queste settimane sia un vantaggio per chicchessia. Ci mancherebbe altro!

Difatti, anche se chi è proprietario di ecommerce (capaci di funzionare bene) in questo periodo è l’unico che continua a vendere i suoi prodotti o servizi (oltre a supermercati e farmacie), non vi è certo ragione di gioire se la gente compra online, perché costretta a vivere tra le quattro mura domestiche.

Per questo non mi piace chi si avvantaggia pro domo propria del momento attuale.

Purtroppo devo invece rilevare che il marketing di Amazon, per lanciare in Italia le sue nuove proposte nel settore business, sembra studiato apposta per giocare un ruolo a suo favore, puntando sull’emotività e sul disagio che tutti stanno vivendo.

Ma certamente si tratta solo di una casualità.

Non sto qui a spiegare quali siano le nuove proposte di Amazon, perché ancora una volta la sua politica verso le aziende italiane non mi piace. Anzi mi convinco sempre più sul fatto che le nostre piccole e mediE aziende fanno bene a starsene alla larga dal colosso di Jeff Bezos.

Difatti, se l’articolo pubblicato recentemente sul quotidiano La Repubblica (vedi immagine qui sotto) si preoccupa del fatto che Amazon rischia di tirare un colpo sulla schiena delle vendite tradizionali in un momento così delicato, io invece mi preoccupo del fatto che Amazon stia tirando un colpo sulla schiena alle imprese del nostro Paese.

Ma Amazon fa il suo mestiere e non c’è nulla di illegale, anche se bisogna fare molta attenzione.

Come ho già scritto in altri post di evoluzionecommerce, Amazon è votata all’interesse del suo cliente, cioè di chi compra, non certo all’interesse dei suoi fornitori.

Salvo che per i grandi brand, infatti, Amazon sceglie il partner che più gli conviene e che, quindi, può gestire alla meglio sia nella politica del prezzo, che in quella delle sue più alte marginalità.

Sono convinto che le imprese che affidano le loro vendite online ad Amazon siano destinate a sparire a favore di nuovi competitor, più fragili e per questo più graditi al colosso americano.

Per questo il pericolo di vedere in Amazon un’ancora di salvezza, in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, diventa ancora più grave.

Già oggi i fornitori di Amazon che godono dei maggiori vantaggi non sono produttori, ma imprenditori dell’ultima ora che importano dalla Cina, appongono il loro marchio, affidano ad Amazon anche la logistica e guadagnano più sui grandi numeri che sulla marginalità.

Finché dura.

Non è certo questo il modo di fare impresa con le spalle solide. È come vivere con la speranza che un mono cliente non ti abbandoni mai. Il rischio è troppo grande e può distruggere (lo abbiamo già visto e scritto) anche attività che si tramandano da padre in figlio.

Certamente, come dice il sottotitolo de La Repubblica, questa situazione particolare che si è venuta a creare in Italia aiuta le persone a cambiare le proprie abitudini di acquisto.

Chi non aveva pratica con il commercio digitale, sta sperimentandone l’efficacia, la comodità e la rapidità.

L’Italia è un Paese notoriamente lento al cambiamento, tuttavia questa nuova esigenza di lavorare da casa spingerà sempre di più ad abbandonare l’economia reale a favore di quella digitale.

Amazon è stata “perfetta” nello scegliere il tempo per lanciare le sue proposte b2b, perché è indubbio che le nostre PMI vivano uno smarrimento che mai prima avevano conosciuto.

Crollo dei contatti, crollo dei ricavi, crollo del conto in banca.

È pure vero che l’avanzata del commercio elettronico è inarrestabile in tutto il mondo. Oggi vale 4.000 miliardi di dollari e le vendite online sono pari al 16% delle vendite tradizionali.

Nei prossimi anni supereranno il 50%, tanto che già ora in America vengono aperti negozi fisici senza cassa. Puoi vedere, toccare, provare ciò che ti serve, ma poi lo devi comprare sugli ecommerce.

Dunque la crescita sarà sempre più sul mercato online. Tuttavia sarebbe bene che in questo momento non si presentasse il mercato elettronico come la panacea commerciale al Coronavirus.

Ogni scelta da parte degli imprenditori, anche in questo senso, va ponderata con la dovuta serenità.

Voglio però tornare su quanto ho scritto poco fa, quando dicevo che Amazon fa l’interesse del suo cliente finale e non del suo fornitore.

Certamente il cliente va rispettato, le vendite devono essere serie, cristalline in ciò che si offre e che si garantisce, nitide nei costi e nei risultati.

Quindi, non è affatto sbagliato agire nell’interesse di chi acquista. Gli imbroglioni hanno vita corta. Anzi questo è uno dei fondamenti perché un ecommerce abbia successo.

Ma nella testa di Amazon ci sono soltanto due player: chi vende e chi compra. E chi vende si chiama Amazon e basta. Se tu sei un suo fornitore, o stai al suo gioco oppure il rischio è quello di vedere chiuso il tuo account dalla sera alla mattina, tornando in poche ore a zero vendite.

Poi non ti risollevi più.

Dunque, ha fatto bene Amazon a lanciare le sue nuove proposte per conquistare la fiducia delle PMI italiane in un momento in cui sono tutti (molti) disperati? La sua pubblicità è anche sulle reti RAI.

Sinceramente lo avrei evitato, anche se non è male sottolineare che abbattersi non serve a nulla e che si possono utilizzare periodi come questi per riorganizzarsi e ripartire più e meglio di prima.

Il punto è che ogni azione di questo tipo non può essere affidata all’emotività, ma studiata sulla base di un piano imprenditoriale serio e consapevole. Soprattutto quando si parla di online.

Come in un vecchio film interpretato da uno dei più grandi attori francesi, (Yves Montand – Grand Prix, 1966), se sei un pilota di Formula 1 vinci la tua gara solo se premi sull’acceleratore anche quando in pista capita uno spaventoso incidente. Se deceleri per la paura hai inevitabilmente perso.

Amazon a parte, spero davvero che ognuno riesca a vincere le inattese battaglie che siamo costretti a combattere con la forza di reagire a questo periodo difficile un po’ per tutti.

Dal canto di evoluzionecommerce a chiunque potrò dare una mano in questa direzione lo farò volentieri, anche soltanto parlandone al telefono. Fa a tutti bene.

Per questo ho messo a disposizione un numero di cortesia, che è il 331 811 8840. Oppure scrivimi una email e ti chiamerò io. Prendiamoci il tempo per ragionare.

Nel frattempo, visto che molti sono obbligati a stare a casa, ho deciso di regalarti un video gratuito, con il quale migliorare le performance del tuo ecommerce.

Oppure ti può servire per capire meglio come deve funzionare un ecommerce, se ancora non ce l’hai.

Ecco il video.

Ti auguro  buon lavoro qualsiasi cosa tu stia facendo.

Lorenzo – YOUON/evoluzionecommerce

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