Ottocento milioni per gli e-commerce alimentari

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Parto subito da un dato pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista specializzata Mark-UP.it. Nel 2017 gli italiani hanno speso 800 milioni di euro per acquisti di prodotti alimentari sugli e-commerce.

Il Sole24Ore ribadisce che la previsione di incassi per il 2025 supererà i 100 miliardi di euro solo in questo settore.

 

Quello degli e-commerce per la vendita di prodotti alimentari è dunque un mercato che rende e che, nelle previsioni, è proiettato verso un futuro pieno di soddisfazioni per chi ne possiede almeno uno.

Aprire oggi un nuovo e-commerce in questo settore merceologico conviene. Così come conviene cercare, fin da subito, di fare funzionare meglio eventuali e-commerce già esistenti, i cui risultati non siano pienamente soddisfacenti.

Certo, bisogna stare attenti alle false promesse e al miraggio che sia tutto facile e immediato. Per questo si consiglia sempre di farsi affiancare da un bravo consulente.

Come abbiamo più volte scritto in queste “pillole” di evoluzionecommerce, il fatto di aprire e gestire un e-commerce significa aprire e gestire una nuova attività, anche se il tuo mestiere è sempre stato quello di produrre e vendere prodotti o servizi inerenti il cibo.

Perché parlo di miraggio?

Un e-commerce di prodotti alimentari è destinato a grandi fatturati, qualsiasi sia la tipologia del cibo o delle bevande in vendita. Dai vini, ai liquori e a tutto ciò che si porta in tavola.

Ovviamente, bisogna arrivarci per gradi e con gli opportuni investimenti.

Se qualcuno pensa che si possano raggiungere buoni risultati giocando con qualche migliaia di euro, lo pregherei di venirci a spiegare come si fa. Così facciamo diventare ricchi tutti quelli che leggono questo blog.

 

per attraversare l’oceano

non puoi comprare una barca a remi

 

Purtroppo ci sono molte web agency che, approfittando dell’andamento euforico del commercio online, si mettono a vendere e-commerce per quattro/cinque mila euro, promettendo fiumi di denaro.

In realtà, i buoni incassi li fanno solo loro, non certo i loro clienti che si limiteranno a qualche scampolo di vendita. Basta fare qualche piccolo calcolo per comprendere che così non può funzionare.

Con una cifra come quella, considerando che il fisco te ne porta via la metà, significa avere lavorato tre giorni per costruire un e-commerce. Forse è bene riconsiderare che cos’è realmente un e-commerce.

E allora ti ricapitolo brevemente che cosa serve per fare funzionare bene un negozio online, qualsiasi sia il settore di vendita a cui si riferisce.

Ci vuole:

  • un’analisi approfondita di ciò che vuoi vendere,
  • una valutazione delle marginalità sui singoli prodotti,
  • una corretta profilazione della tua potenziale clientela,
  • una valutazione del mercato di riferimento,
  • uno studio strategico di attacco al mercato,
  • una personalizzazione del design,
  • un percorso di vendita facilitato,
  • uno studio dei contenuti sul singolo prodotto,
  • uno studio dei contenuti di marketing,
  • un monitoraggio delle campagne,
  • una valutazione del costo per cliente e del costo per vendita,
  • una valutazione delle conversioni rispetto ai costi e ai ricavi.

Certo tutta la fase di marketing può essere aggirata, risparmiando denaro. In questo caso ci vuole molta pazienza, perché l’e-commerce dovrà farsi conoscere organicamente e quindi ci vorrà molto più tempo prima di vedere risultati concreti. È comunque una scelta possibile.

Come vedi, tutto questo non si può fare in tre giorni di lavoro e, quindi, al costo di 4.000/5.000 euro. La certezza è che ti verrà consegnata una barca a remi per attraversare l’oceano. Non ce la farai mai.

Dopo avere fatto questi quattro conti che riguardano tutti gli e-commerce, torniamo alla vendita online dei prodotti alimentari.

Se cominci ad apprezzare evoluzionecommerce e la sincerità con cui scriviamo o pubblichiamo i nostri video informativi, sai bene che cerchiamo sempre di girarti parte della nostra esperienza, che risale fin ai primi e-commerce prodotti negli Anni ‘90.

Per questo ti dico che un errore grave, che molti imprenditori fanno, è quello di pensare che il web sia una grande strada sulla quale aprire la tua vetrina e cominciare a vendere a chi passa di lì.

Difatti sono convinti che, siccome tutti comprano cibo, prima o poi qualcuno che entra nel loro negozio di alimentari c’è.

Per nostra esperienza questo modo di pensare è molto riduttivo e poco aderente alla realtà.

Se in una strada di una qualsiasi città il cliente entra nel negozio perché ci passa davanti, su internet il cliente lo devi andare a prendere tu.

Quindi hai un vantaggio e uno svantaggio. Il vantaggio è che puoi scegliere quello più adatto a te. Lo svantaggio è che devi fare un po’ più di fatica perché lui acquisti da te.

 

anche le aziende “mangiano” cibo

si tratta solo di venderglielo

 

La scelta del tuo cliente tipo, dunque, è un percorso strategico fondamentale perché le tue vendite di portino il massimo profitto.

Difatti, la ricchezza di un negozio online si costruisce nel cercare e coinvolgere clienti alto-spendenti il più possibile, fidelizzandoli.

Per questo motivo, nel caso della vendita di prodotti alimentari, pensare di vendere solo al privato spesso è una scelta molto riduttiva. Ma è anche la scelta che molte web agency consigliano di fare, perché alla base non c’è un’analisi del mercato di riferimento, in quanto costa preparazione, tempo e denaro.

In questo modo ti ritrovi in una mischia di gente che vende al privato, nella speranza che il cliente scelga te piuttosto che un tuo concorrente. Del tutto casualmente. È così che molti e-commerce sono destinati a chiudere, magari dopo avere tentato la deprimente esperienza di vendere su Amazon.

Per evitare questo problema, accelerare il processo di vendita e fidelizzare più concretamente il cliente molto spesso conviene pensare a una clientela business, piuttosto che a una clientela privata. Scontrini più elevati, minore stress per le spedizioni e un rapporto face-to-face anche se online.

Ogni soluzione di vendita va personalizzata con una spasmodica attenzione al marketing e, di conseguenza, ai messaggi con cui ci si propone per vendere. Ogni messaggio, difatti, va finalizzato al tipo di cliente che vuoi raggiungere.

Online c’è un mondo di clienti da andare a prendere per conquistare una buona fetta di quei 100 miliardi di euro previsti a breve periodo. Scegli fin d’ora quelli giusti.

Una brava agenzia o un bravo consulente, che ti segue nel percorso di crescita del tuo negozio sul web, saprà come selezionarli.

Gli strumenti per questa selezione ci sono, sono collaudati e danno risultati concreti. Bisogna solo saperli usare.

Ora, se hai già un e-commerce che vende prodotti alimentari e non ne sei pienamente soddisfatto, oppure se vuoi approfondire le opportunità che hai di aprire un negozio online, mettiti subito in contatto con evoluzionecommerce.

Per farlo hai queste possibilità:

  1. Invia una mail a YOUON,
  2. Chiedi una consulenza che, solo per chi legge questo post, sarà gratis,
  3. Inserisci una tua richiesta o un tuo commento alla fine di questo articolo.

Il team di YOUON ti contatterà al più presto.

Ti consiglio anche di consultare il canale video di evoluzionecommerce. Ne trarrai validi spunti per il tuo commercio online. Potrai anche richiedere gli aggiornamenti settimanali direttamente sulla tua email. Il servizio è gratuito.

Questa “pillola” di evoluzionecommerce si chiude qui. La prossima volta affronteremo il discorso del B2C e B2B, che oggi abbiamo appena accennato.

Come sempre ti auguro buone vendite online.
Lorenzo – YOUON Team

 

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