Numeri falsi = zero risultati

Pagine Facebook con decine di migliaia di “Mi piace”, account Twitter che crescono alla velocità della luce, profili Instagram con bacini di follower da VIP e numeri gonfiati un po’ da tutte le parti; il web è diventato una vera giungla e bisognerebbe dare una bella potatura in giro per tornare a vedere il sole più facilmente.

Internet, lo sappiamo, è una grande opportunità per tutti: professionisti che vivono dei servizi che vendono ai brand e quest’ultimi che utilizzano il media per aumentare fatturato e clienti. Se tuttavia vogliamo rimanere in affari per molti anni è importante che le cose siano fatte per bene e con trasparenza.

A differenza di carta stampata, radio e TV, Internet è considerato un media affidabile perché consente la misurazione dei risultati. I numeri sono la garanzia che ci viene offerta per mostrarci che i soldi investiti hanno avuto la loro efficacia.

Ma cosa succede se i numeri sono falsi?

Se l’unico nostro metro di giudizio diventa un widget social che conta i follower oppure il ranking sfalsato di portali come Alexa o peggio statistiche di traffico gonfiate, non saremo in grado di capire se i risultati ottenuti siano reali o solo frutto di un’aberrazione del sistema.

Nel 2013 The Atlantic riportava uno studio dove si evidenziava come oltre il 60% del traffico web non fosse umano, bensì generato da bot (programmi che navigano in automatico sui siti). Questo tema ha toccato particolarmente il settore dell’advertising online che, nei soli primi sei mesi del 2015, ha toccato picchi di investimento oltre i 25 miliardi di dollari. Secondo adage.com circa un terzo dei soldi spesi finiscono nelle frodi di click/impression fasulli.

I bot sono dunque una piaga per coloro che, a buon diritto, vogliono pagare solo per le interazioni umane, ma al tempo stesso sono un meccanismo che frutta molti soldi a chi li utilizza per truffare persone e aziende.

Come purtroppo succede nell’advertising puro, la falsificazione dei numeri è un affare anche per chi offre migliaia di follower e mi piace sui profili sociali a basso prezzo.

Questa truffa può essere sfruttata da due soggetti (disonesti) principalmente:

  • agenzie che offrono servizi comunicazione;
  • publisher (editori) che vendono direttamente pubblicità basata sul traffico,

Come vengono falsati i numeri?

I metodi per gonfiare i propri audience o i report, che si consegnano ai clienti, sono molto semplici e quindi a portata di chiunque. Cercando su Google “buy facebook likes” si scopre che con 200 dollari in 48 ore si ottengono 5.000 mi piace su una pagina Facebook. Naturalmente sono 5.000 profili finti che non servono a nulla, se non a bullarsi (di un risultato mai ottenuto) con gli amici al bar. Con più o meno la stessa cifra si possono acquistare circa 200.000 visite (finte come sempre) al proprio sito web. Ancora più economico è l’acquisto di “azioni bot” su Instagram e Twitter. Ci sono inoltre siti che, pur non proponendo sistemi garantiti, vengono considerati attendibili dai non-addetti ai lavori perché facilmente ingannabili; l’esempio più noto è Alexa le cui statistiche (già di per sè basate su una teoria) vengono gonfiate con migliaia di visite di bot a un costo di poche decine di dollari.

Allora quali sono i numeri che hanno importanza?

Il valore di una campagna pubblicitaria e/o di un partner per la comunicazione si misura solo ed esclusivamente dai risultati che quell’investimento può portare. Non esiste altro metro di giudizio se non la penetrazione del mercato per un’azienda che intende vendere i suoi prodotti. Il mercato della truffa vale probabilmente alcuni miliardi di dollari e quindi non si fermerà, sta a noi saper individuare con attenzione persone e aziende giuste con cui collaborare commercialmente.

Sia che siamo in cerca di uffici stampa, agenzie di marketing oppure editori partner stiamo attenti allo storico di queste realtà e a ciò che hanno realizzato in passato, questo ci può mettere al riparo da brutte sorprese, come lo sciupio di denaro.

Internet ha dimostrato di poter competere, e vincere, sulla carta stampata e altri media, ma non permettiamo ai non-professionisti o peggio ai truffatori di gonfiare i numeri; come si faceva per le copie delle riviste cartacee che poi finivano al macero o venivano ricomprate dall’editore stesso.

Un buon atteggiamento per non rimanere invischiati in situazioni poco piacevoli e soprattutto poco redditizie, è quello di informarsi e fare formazione leggendo blog/webzine specializzati per comprendere come pianificare le strategie e utilizzare gli strumenti di web marketing che la rete mette a disposizione.

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