Non solo sito web. Introduzione all’assetto digitale di un’azienda

Il web è una grande opportunità non c’è dubbio e finalmente questo dato di fatto lo stiamo metabolizzando anche qui in Italia. Opportunità non è tuttavia sinonimo di “semplicità”.

Ogni imprenditore dovrebbe togliersi dalla testa di poter incrementare il suo giro d’affari grazie a internet semplicemente acquistando un dominio, installando un cms e scaricando un template.

Non funziona così… saremmo già tutti ricchi da anni, non vi pare?

Gli imprenditori più accorti e curiosi, cercando di capire quali siano realmente gli strumenti sul web che li possano aiutare a sviluppare la propria azienda, si saranno imbattuti in una sequela di termini, definizioni e acronimi un po’ ostici da comprendere in prima battuta: seo, sem, adwords, cpc, link building, email marketing, content marketing, facebook ads, social media marketing e chi più ne ha più ne metta. Ammetto che anche per chi è del settore, come me, ogni tanto è difficile stare dietro a ogni singolo acronimo che il “clan” del web marketing conia quotidianamente, mi immagino quanto possa essere fuorviante e poco chiaro per chi nella vita si occupa di altro e debba prendere una decisione sulla strada da intraprendere per essere visibile online.

Uscendo per un momento da una visione particolare delle cose, ovvero dall’approfondimento di tutte queste strane terminologie, guarderei la situazione da un punto di vista più ampio, direi che la chiave è concentrarsi sull’assetto digitale di un’azienda. Fino a qualche anno fa, infatti, il sito web era più o meno l’unica finestra sul mondo online che un’azienda potesse avere, purtroppo o per fortuna non è più così. Gli utenti oggi ricercano informazioni attraverso i molteplici canali a loro disposizione e non sempre decidono di stabilire un contatto con un’attività commerciale attraverso il sito web, è compito dunque di un’azienda che voglia fare sul serio essere presente in quei punti di contatto. Essere visibili nei flussi d’informazione che gli utenti consultano ed esserci con un’immagine coerente e funzionale è senza dubbio la strategia vincente per raggiungere nuovi clienti.

assetto digitale dao

Comprendere il web e i suoi ecosistemi

Una volta stabilita l’identità che vogliamo mostrare al mondo online e definiti gli obiettivi primari della nostra presenza in rete, diventa fondamentale individuare quali siano i canali adeguati per il raggiungimento di quei traguardi prefissati. Ogni canale è un ecosistema con le sue regole e gli schemi comportamentali dei suoi utenti.

Primo passo: L’analisi.
Rispondere a qualche semplice domanda è un ottimo modo per iniziare un’analisi:

  • Quali ecosistemi popolano i miei potenziali clienti?
  • La mia azienda è presente in quei canali, se sì come?
  • Come sono posizionati i miei competitor all’interno di quelle comunità?
  • Quali opportunità mi offrono i singoli servizi e come posso sfruttarle al meglio?
  • Sono pronto ad accogliere eventuale flussi di utenza che convergeranno sulle mie pagine?

Come punto di partenza, dunque, individuare i mezzi e le strategie di visibilità da applicare è un fattore chiave per strutturare al meglio la propria presenza online.

Il classico caso del settore turistico…

Per rendere più chiaro il concetto possiamo pensare alla più comune delle ricerche, la “branded keyword”, ovvero quando un utente cerca il nome secco di un’attività (un hotel ad esempio) sul motore di ricerca (che al momento in Italia è praticamente solo Google). Anni fa i sogni del gestore dell’albergo erano soddisfatti se come primo risultato della query veniva fuori il proprio sito internet, ma siamo nel 2014 e questo obiettivo non è più sufficiente. Andiamo oltre guardando come invece la SERP (pagina dei risultati di ricerca) si sia evoluta nel tempo. Pensiamo semplicemente al fattore “local” ove s’intendono le ricerche correlate a Google Places/Maps/Plus/Local/Business (il nome cambia in continuazione) che mostrano sulla destra dei risultati la scheda dell’albergo in questione.

  • Questa scheda come appare?
  • E’ bella (sì, l’emozione conta sempre)?
  • Ricca di informazioni utili e fotografie di qualità?
  • Il NAP (name, address, phone) è coerente?
  • E le recensioni su Google e i portali di booking ci sono?

Si capisce bene come siano molti gli aspetti da considerare anche solo per una “semplice” ricerca per il nome dell’attività in ambito locale, moltiplicando poi questi fattori per i diversi canali/ecosistemi presenti in rete diventa abbastanza chiaro come il suddetto hotel dovrà pianificare e lavorare bene sul suo assetto digitale per convertire le esposizioni (impression) in clienti. In questo caso possiamo identificare come elementi extra sito web da ottimizzare: Google Business/Local, Tripadvisor, Foursquare/Swarm, Booking.com, Expedia e Facebook.

E’ evidente che il web è cambiato e le aziende che vogliono ottenere il massimo aumentando clientela e fatturati devono necessariamente comprendere che un sito web non è più sufficiente, ma è fondamentale iniziare a considerare da subito il proprio assetto digitale. E voi lo state già facendo?

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Discussione

  1. Paolo Sartoris ha detto:

    Ciao Alessio finisco ora di leggere il tuo articolo. Hai centrato nel segno avrei personalmente dedicato un po piu di tempo per i neofiti, spiegando quali benefici potrebbe invece portare dedicarsi anche a uno solo degli aspetti che hai curato cercando di fargli capire meglio che essere anacronistici non pagherà ancora per troppo tempo.
    Spero di essermi spiegato e di averti suggerito qualche spunto in piu, grazie condividerò l’articolo

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